“Era una delle poche persone che capivano cosa volesse dire innamorarsi di un uomo che nella realtà non esisteva, prendersi una cotta per un personaggio creato dalla penna di uno scrittore.”

Carissimi BookLovers,

la mia opinione di questa settimana riguarda un libro tutto italiano che da Venezia a Parigi, dalla bottega di un antiquario a una famosa casa d’aste, parla di amore per i libri, l’arte e la cultura.

Autore: Cinzia Giorgio
Editore: Newton Compton
Anno pubblicazione: 2016
Pagine: 276
Prezzo: € 9,90

Trama Newton Compton

Venezia, estate 1975. Olimpia ha solo quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di una storica bottega d’antiquariato. È un incontro decisivo, Anselmo intuisce subito l’intelligenza e la sensibilità della ragazza e la incoraggia a seguire la sua inclinazione. Giovanissima ma già appassionata lettrice, Olimpia comincia a frequentare il suo negozio, a lavorare lì e, con il suo aiuto, inizia a collezionare preziosi libri messi all’indice dalla Chiesa. Mentre cresce la sua passione per quei volumi antichi anche quella per Davide, il nipote di Anselmo, segreta e non dichiarata, bruci l’animo della ragazza. E una notte, sospinti dalla lettura dei versi erotici di una cortigiana veneziana, i due cedono ai loro sentimenti… Parigi, estate 1999. Olimpia vive ormai nella capitale francese. Ha aperto una casa d’aste, specializzata in libri e manoscritti antichi, tra le più quotate ed eleganti della città. Ogni anno riceve da Davide uno strano regalo: un pacchetto che contiene lettere un tempo censurate, insieme a un libro considerato in passato “proibito”, di cui Olimpia riconosce il grande valore. Sono l’eredità di Anselmo… Ma come poteva un modesto antiquario veneziano esserne in possesso? E che legame c’è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono?

La mia opinione

Due città eterne – Parigi e Venezia, ricche di fascino e di mistero, cornici perfette d’amore – fanno da sfondo alla crescita personale e professionale di Olimpia, forte, appassionata, intelligente protagonista di questo libro. Olimpia è solo una ragazzina quando, casualmente, entra nella bottega di Anselmo Calvani. Non sa che da quel momento la sua vita prenderà una svolta improvvisa. Amante dei libri e delle edizioni antiche, la giovanissima Olimpia diventa ben presto intenditrice di libri e manoscritti antichi. A supportarla nella sua formazione ci sono non solo il mentore Anselmo, ma anche le amiche di sempre Peggie e Diana, e Davide, nipote di Anselmo e suo grande amore. Così Olimpia inizia la sua personale collezione di libri proibiti, con un filo conduttore che l’accompagnerà per tutta la vita: i documenti sulla famosa cortigiana veneziana Veronica Franco, le cui vicende storiche e amorose aleggeranno sempre nella sua vita. Anche quando la vita stessa la costringerà a una scelta decisiva. Lasciare la sua amata Venezia per studiare all’estero a infine approdare a Parigi.

“Dalla bottega di un antiquario di Venezia a una famosa casa d’aste di Parigi. Un romanzo d’amore e di mistero, sul potere delle parole e dei libri”.

È con queste promesse in quarta di copertina che il lettore si appresta a seguire Olimpia nella sua frenetica ricerca della verità: da dove vengono le carte di Veronica Franco che ogni anno Davide le spedisce a nome di Anselmo? Se devo essere sincera, il mistero rimane sicuramente la parte meno d’impatto del romanzo. Pur muovendo le azioni della protagonista, la sua soluzione non suscita questo grande stupore nel lettore. Protagonista assoluto del libro è invece l’amore in tutte le sue forme, dalla passione fra Olimpia e Davide al coinvolgimento totale per i libri e tutto ciò che è testimonianza scritta e i messaggi che trasmettono.

La Giorgio è riuscita a regalare al lettore personaggi veri, raccontati a tutto tondo e con un ruolo specifico nella vita Olimpia. E forse anche per questo sembra, per alcuni versi, che gli stessi manchino di una loro dimensione personale, finendo per vivere la loro vita in simbiosi con quella della protagonista. D’altra parte Olimpia è, insieme ai suoi libri, il centro assoluto della narrazione. Giovane di ricca famiglia eppure così insofferente nei confronti dell’ambiente in cui vive, Olimpia insegue le proprie passioni e queste diventano il motore della sua esistenza. Donna destinata a un grande futuro, Olimpia dovrà scontrarsi con le durezze di una vita spesso ingiusta con lei.

Complice anche una narrazione lineare, che segue cronologicamente la vita della protagonista, e un linguaggio semplice e scorrevole, la Giorgio riesce a dar voce a un personaggio comune, reale. Eppure ho fatto fatica a immedesimarmi in lei. Benché spinta da totale passione e dedizione e caratterizzata a tutto tondo, Olimpia non mi ha pienamente conquistata. Ho trovato invece di grande fascino le parti riguardanti il mondo dell’antiquariato, la ricerca dei libri proibiti, il personaggio di Veronica Franco che non conoscevo ma ha creato in me un senso di attaccamento e coinvolgimento.

Anche il finale mi ha lasciato sentimenti contrastanti. Olimpia sembra essere la perfetta incarnazione di quello che è oggi il mantra social del “mai ‘na gioia”, eppure l’autrice è stata abile a regalarle una sua personale forma di happy ending. Se c’è qualcosa da imparare da Olimpia è in primis la capacità di sopravvivere al dolore, di convivere con le perdite, di trovare sempre un motivo per cui andare avanti e dare un senso al passaggio in questo mondo di coloro che abbiamo amato e ora non ci sono più.

E voi, cari lettori, cosa pensate di questo libro? L’avete letto? Vi incuriosisce?

Come sempre, vi aspetto per commentare insieme!

A presto!

 

Annunci