Due anime innamorate si erano smarrite negli abissi del Tempo. Avevano trascorso i secoli a cercarsi e animato centinaia di corpi, senza ricordo l’uno dell’altra, esclusivamente con le reminiscenze del cuore… Dopo incalcolabili vicissitudini si erano ritrovati, forse riconosciuti, sicuramente amati. Non per la prima volta, ma di nuovo. Così sarebbe stato per sempre, per tutti i cicli della terra.

Carissimi BookLovers,

eccoci finalmente arrivati a parlare del romanzo di Giorgia Penzo. Mi sono staccata un po’ dai thriller che mi stanno catturando non poco nell’ultimo periodo per immergermi nell’atmosfera parigina di questo bellissimo libro.

Autore: Giorgia Penzo
Pagine: 145
Anno pubblicazione: 2017
Editore: CartaCanta
Prezzo: 13,00€

Trama CartaCanta

Il viaggio di due anime che si amano da sempre e che combattono per incontrarsi, una favola metropolitana dalle atmosfere parigine. Notte di San Lorenzo. Seduta su una panchina di fronte a Notre Dame una ragazza sembra aspettare qualcuno. Guillaume, studente di Storia dell’arte, la nota da lontano. Incrocia il suo sguardo e ha un sussulto: è identica alla famosa Belle Ferronnière ritratta da Leonardo da Vinci. Con una immediata complicità, dal Point Zéro inizia la loro passeggiata attraverso la Ville Lumière. I due parlano di ciò di cui è fatta la vita: arte, fato, desideri, morte. Ma soprattutto d’amore. A un passo dall’alba, la ragazza svela a Guillaume il suo segreto…

La mia opinione

Immaginate un amore impossibile. Immaginate una vita non vissuta. Immaginate l’incontro di due anime sole che il destino, un giorno, ha deciso di far incontrare. Immaginate di trovare l’amore, quello vero, che esiste al dì la del tempo e dello spazio. Immaginate di avere solo una notte per goderne e dieci anni di attesa per sapere se la vostra fiducia in quel sentimento verrà ripagata. Quello che Giorgia Penzo racconta in questo romanzo breve, che si divora in un pomeriggio e lascia un alone di magia nell’aria, è una fiaba moderna dove il tempo è relativo, i sentimenti sono totalizzanti, i personaggi dei sognatori  che riescono a fare dei loro sogni una realtà. E dove l’arte in tutte le sue forme, i libri, le riflessioni profonde sull’esistere umano arricchiscono e danno un senso alla vita dei personaggi.

“Era anonimo (…). Dentro, invece, era un ribollire di rimpianti e occasioni mai afferrate. Leggeva, forse per questo, fino a sfinirsi. Viveva le vite degli altri e, pagina dopo pagina, attraverso i loro occhi di personaggi di carta, affrontava ciò che rimaneva della sua.”

Tutto, in queste pagine, trasuda tristezza e la contempo un’immensa fiducia nel futuro, nella vita che pure a spezzoni, anche se non completa, vale la pena di essere vissuta.

“L’aurora a Parigi era un momento magico. Se qualcosa d’impossibile era destinato a compiersi (…) allora sarebbe accaduto all’alba.”

E questo anche grazie alla scrittura dell’autrice, a una prosa che si fa poesia, alle descrizioni che hanno il potere di evocare alla mente sentimenti, luoghi, profumi, sensazioni. Sembra davvero di toccare con mano la fragilità e la forza di Elle, la disperazione e la speranza di Guillaume. Sembra di camminare davvero per le vie di Parigi, di sentire la folla, di percepire gli odori di cibo. Una menzione speciale meritano, per me, i personaggi secondari. Per quanto aleggino, più che esistere, nelle vite dei protagonisti, lasciano il senso di speranza di chi ancora crede nell’impossibile che diventa possibile.

“Era come se Etienne sapesse qualcosa che gli altri ignoravano (…). C’era qualcosa al di là dell’evidente, ne era certo. Superò la bacheca del giornalaio e si crogiolò nella sua convinzione: qualcuno ci era riuscito, aveva raggiunto l’impossibile.”

Per chi ancora non l’avesse letto, consiglio vivamente di concedere qualche ora a questo romanzo. Vi trasmetterà emozioni, vi farà immedesimare nei personaggi, vi farà scoprire che in fondo ognuno di noi è un po’ Guillaume, un po’ Elle, un po’ Laverne, un po’ Pélagie, un po’ Etienne… e un po’ il Tempo che avanza imperioso a ricordarci che in fondo abbiamo una e mille vite da vivere.

A presto!

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