Carissimi BookLovers,

finalmente vi propongo una nuova opinione. È da qualche tempo che ho terminato questo libro, ma solo ora riesco a raccogliere le idee per parlarvene. Si tratta di un’uscita recente – gennaio 2017 – e mi ha subito incuriosito. La trama proponeva un thriller come quelli che, come sapete, piacciono a me. Tanta suspense, risvolti psicologici inaspettati… e quindi anche io, non avvezza alle nuovissime uscite se non in casi particolari, mi sono lasciata tentare.

Come sarà andata la lettura? Proseguite per scoprirlo 😉

Autore: Ursula Poznanski, Arno Strobel
Pagine: 403
Anno pubblicazione: 2017
Editore: Giunti
Prezzo: 14,00 €

Trama Giunti

Immagina di essere sola in casa, avvolta in un accappatoio, mentre ti asciughi i capelli dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d’un tratto ti trovi davanti uno sconosciuto: occhi azzurri, capelli scuri, spalle larghe. Sei paralizzata dalla paura, inizi a gridare. Ma lui non scappa. E, cosa ancora più inquietante, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. Tu però sei certa di non averlo mai visto prima, afferri un fermacarte e glielo scagli contro. Chi è quell’uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza? Immagina di tornare a casa una sera e scoprire che la tua fidanzata non ti riconosce più. Comincia a gridare, è convinta che tu sia un ladro o un maniaco, ti scaglia addosso un fermacarte e corre a rinchiudersi in camera. Non riesci a capire, inizi a guardarti intorno e all’improvviso realizzi un fatto agghiacciante: le tue cose non ci sono più. Le tue giacche, che stamattina erano appese nel guardaroba, sono sparite. Non c’è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo? Siete entrambi intrappolati in un incubo. E l’unico modo per uscirne è provare a fidarsi l’uno dell’altra…

La mia opinione

Doveva essere un appassionante thriller psicologico e invece… Per essere un thriller è un thriller, di psicologico ha sicuramente l’intera impostazione della trama… Avvincente, invece, l’ho trovato fino a un certo punto. Diciamo che in questo caso la trama mi ha portato ampiamente fuori strada. O almeno io, a partire dalla sinossi e dalla prima parte del romanzo, mi ero costruita tutta un’idea in cui cercavo di capire cosa fosse potuto succedere, come fosse possibile che lei avesse dimenticato tutto di punto in bianco o che in casa fossero scomparse tutte le cose di lui. Chi dei due stava mentendo? Quale complotto, a mio avviso del tutto personale, si celava dietro l’amnesia di Joanna? Ecco, dopo che tutto il romanzo sembra seguire la pista personale, e si arriva a sospettare delle persone più vicine alla coppia, la svolta che non ti aspetti. Naturalmente, come mio solito non voglio farvi spoiler, ma solo dirvi che se leggerete il romanzo vi accorgerete, o vi siete già accorti se l’avete letto, che le motivazioni dietro tutta la storia sono non poco surreali. Joanna e Erik si trovano, per la curiosità e la testardaggine di lui, al centro di un progetto più grande di loro, che certo richiede non poca maestria nel tenere nascosto, ma questo giustifica davvero la messinscena a cui si arriva? Diciamo che tutto mi è sembrato altamente improbabile e sicuramente risolvibile con meno macchinazioni. Alla fine dei conti il romanzo mi ha convinto a metà.

E voi invece, l’avete letto o l’avete in WL?

Vi aspetto per commentare insieme!

A presto!!!

 

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